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Ripartizione Spese del Consumo Idrico

Ripartizione Spese Del Consumo Idrico

Vi siete mai chiesti come viene effettuata la ripartizione spese del consumo idrico in condominio?

La ripartizione delle spese del consumo dell’acqua è una delle tante questioni che creano spesso attriti non indifferenti tra i condomini. Da un lato ci sono quelli che vorrebbero pagare meno perché assenti per molti giorni dell’anno, dall’altro quelli che vorrebbero pagare in base al numero delle persone che vivono nell’appartamento.
C’è poi il sistema dei contatori individuali, che sarebbe la soluzione migliore per attribuire ad ogni condòmino i corretti consumi, ma cosa dice la legge in merito?

Cosa prevede la normativa per la ripartizione spese del consumo idrico?

Per quanto concerne la ripartizione delle spese del consumo idrico in condominio, la normativa prevede che la ripartizione debba essere eseguita tramite strumenti idonei (contatore dell’acqua). In mancanza di contatori, installati in ogni singola unità immobiliare, la ripartizione andrebbe effettuata in base ai valori millesimali delle singole proprietà, fatta salva una diversa disciplina convenzionale.

Attualmente, essendo ogni unità abitativa dotata di contatore dell’acqua, il metodo più comune utilizzato è quello di ripartire il consumo idrico in base al consumo effettivo.

Semplificando: 

Se nel corso dell’anno ho consumato 100 metri cubi di acqua, pag0 per 100 metri cubi; Se per le parti condominiali (es. manutenzione del giardino o pulizia delle scale) sono stati consumati 200 metri cubi, questi saranno ripartiti tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà.

Questo non significa che tutte le spese riportate sulla fattura dei consumi dell’acqua saranno ripatite sulla base dei consumi rilevati.
Esistono, infatti, voci di spesa che non tengono conto del consumo, come per esempio i così detti canoni contrattuali, che vanno ripartiti tra i condomini sulla base dei millesimi di proprietà salvo diverso accordo tra i condomini (es. diviso in parti uguali).

Ma quando effettuare le letture del consumo idrico? E come?

Generalmente le letture si effettuano alla fine dell’esercizio così da poter fornire all’amministratore tutti i dati necessari per procedere alla chiusura del bilancio di esercizio.
La lettura dei contatori, presenti nelle unità abitative, dovrebbe essere effettuata contestualmente in un condominio, per far si che la somma dei metri cubi rilevati possa, quanto più possibile, coincidere con il consumo rilevato dal contatore condominiale e quindi ancora con i consumi addebitati dall’ente erogatore.

Può capitare che la somma delle letture individuali rilevate riscontri una sostanziale differenza rispetto alla lettura globale.  L’incongruenza è spesso dovuta a:

  • letture poco precise o effettuate in periodi differenti
  • dispersioni dell’impianto idrico condominiale
  • consumi accessori (vedi lavandino per l’imprese delle pulizie, o rubinetti di servizio in giardino, nei garage ecc.

La data precisa per effettuare la lettura difficilmente viene rispettata da tutti; c’è chi se ne dimentica, chi magari è in vacanza e non può materialmente rilevare il consumo effettuato, chi pecca di precisione o chi sostiene di non essere in grado di farlo.

L’amministratore può quindi decidere di affidare l’incarico di rilevare i consumi a una ditta esterna, dietro preavviso, e in caso di assenza del condomino riprendere i consumi dell’anno precedente.

Esempio di tabella per la ripartizione del consumo idrico

Nelle tabelle qui sotto, realizzate utilizzando con excel, descriviamo dettagliatamente la metodologia utilizzata per la ripartizione delle spese relative al consumo idrico.

3 commenti su “Ripartizione Spese Del Consumo Idrico”

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