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Riscaldamento Autonomo e Centralizzato

Riscaldamento Autonomo e Riscaldamento Centralizzato

L’impianto di riscaldamento in un condominio può avere due configurazioni principali:

Riscaldamento Autonomo e Riscaldamento Centralizzato

Essendo la spesa per il riscaldamento delle abitazioni una delle voci di spesa più importanti in ambito familiare è fondamentale, quando possibile, scegliere con attenzione l’impianto di riscaldamento più adatto alle proprie esigenze, ma che differenza c’è tra un impianto centralizzato e uno autonomo?

Riscaldamento Autonomo

Quando sentiamo parlare di riscaldamento autonomo si fa riferimento a un impianto che funziona grazie a una caldaia, che, attraverso un sistema di tubature, raggiunge i caloriferi situati nelle stanze dell’appartamento.
Questo sistema termico indipendente ha il vantaggio di offrire al condòmino la possibilità di gestire in piena autonomia e secondo le proprie esigenze, le temperature e i periodi di accensione della caldaia, evitando consumi e sprechi di calore inutili.

Il condòmino, nelle giornate molto fredde, potrà scegliere liberamente se tenere l’impianto acceso per diverse ore, o viceversa, nelle giornate più calde, potrà scegliere se attivarlo. Il consumo, e la relativa spesa, è quindi legato alle scelte dell’utente che detiene il controllo del proprio sistema di riscaldamento, ma non sempre questo si traduce in un risparmio energetico superiore.

Costi di gestione e manutenzione di un impianto di Riscaldamento Autonomo

I costi di un impianto di riscaldamento autonomo dipendono da diversi fattori:

Adottando alcuni accorgimenti è però possibile contenere la spesa annuale relativa al riscaldamento, ad esempio:

  • regolare l’impianto su una temperatura non eccessiva, di norma fino a un massimo di 20°C come previsto dalla vigente normativa;
  • eseguire la manutenzione periodica e minuziosa dell’impianto
  • installare una centralina che gestisca automaticamente, ed in maniera più efficiente, il sistema
  • eseguire degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile (cappotto termico, serramenti in grado di evitare la dispersione del calore), interventi per i quali sono previsto incentivi ed agevolazioni fiscali
  • installare un impianto termoautonomo ad alto rendimento energetico.

Riscaldamento centralizzato

L’impianto di riscaldamento centralizzato presenta una comune caldaia di grandi dimensioni, alimentata generalmente a metano o a gasolio, dalla quale partono le condutture adibite al trasporto dell’acqua calda negli appartamenti del condominio.

A partire dal 1 Gennaio 2017, la normativa prevede che tutti gli impianti di riscaldamento centralizzato devono essere muniti delle cosiddette valvole termostatiche che, applicate direttamente sui caloriferi, permettono al singolo condomino di regolare la temperatura all’interno del proprio appartamento e di gestirne i consumi. Questo nuovo sistema permette di dividere la spesa energetica tra i condomini in modo proporzionali ai consumi di ognuno.

In generale, il grande vantaggio dei sistemi centralizzati è quello di essere dotati di caldaie più efficienti che richiedono un costo più basso a parità di calore erogato e costi di manutenzione che, essendo ripartiti fra più condòmini, hanno spesso incidenza minore rispetto ai costi di manutenzione di una caldaia autonoma, che invece gravano su un singolo condòmino.

Costi di gestione e manutenzione di un impianto di Riscaldamento Centralizzato

Dopo aver avuto una panoramica sul funzionamento di un impianto di riscaldamento centralizzato passiamo ad analizzarne i costi di gestione e manutenzione.
Le ultime disposizioni legislative hanno introdotto diverse novità in materia di riscaldamento centralizzato come ad esempio l’installazione obbligatoria delle valvole termostatiche che, vincolando i costi degli impianti centralizzati alla presenza di un sistema di contabilizzazione del calore, muniti di apparecchi per la lettura dei consumi denominati ripartitori, permettono ad ogni condòmino di pagare in base all’effettivo riscaldamento fornito all’abitazione. Sono state inoltre introdotte le nuove tabelle millesimali che, rispetto alle tradizionali tabelle millesimali, dividono le spese fra costi volontari e involontari.

I costi involontari, che devono pagare tutti i condòmini, derivano essenzialmente dalle spese per la manutenzione straordinaria, la conduzione dell’impianto e le dispersioni termiche della rete. Tra i costi volontari figurano invece i consumi effettivi e la manutenzione ordinaria.

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